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Questo articolo contiene SPOILER quindi occhio se non volete sapere come va a finire il film state alla larga da qui. Giovedì sono finalmente andato a vedere Rogue One. Un film che sin dalla visione dei trailer mi aveva preso. Sembrava interessante, ben centrato. Tra l'altro raccontava un aspetto molto interessante della storia della saga epica cinematografica moderna più famosa, come vennero rubati i piani della Morte Nera?

 
I l film inizia in modo atipico, fatta salva la scritta "Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...", scompare il classico inizio musicale con scritte in allontanamento a segnare sin da subito che non si tratta di Star Wars. Un piccolo shock per chi come me ci è cresciuto. Ma subito gli occhi sono rapiti da una fotografia che ha dell'impressionante, da un girato veramente in grado di coinvolgerti e subito incontriamo la protagonista, da bambina.

Jyn Erso, figlia di Galen, scienziato imperiale scappato e ritiratosi a vita privata assiste da ragazzina al momento in cui il direttore Orson KrennicDirettore Krennic viene a riprendersi il suo scienziato migliore Galen, quello che gli servirà per realizzare la sua stazione da battaglia, nel farlo uccide la madre di lei che fugge e viene salvata da un amico di suo padre che la cresce Saw Gerrera, un ribelle, un estremista.

Quindi ci spostiamo temporalmente a quindici anni dopo e pochi giorni prima di Episodio IV. Siamo esattamente dove tutto è iniziato, ci sono tutti i personaggi non ne può mancare nessuno e qui prima chicca, il governatore Tarkin. Il problema era decidere se usare un nuovo attore che potesse sostituire un insostituibile Peter Cushing, morto nel 1994 a 81 anni, oppure tentare la follia, riportarlo in vita. Chiaramente si è tentata la follia. Governatore TarkinTarkin del resto aveva quella faccia lì, impossibile dargliene una diversa senza stravolgere chi guarda il film, ed ecco Cushing rivivere in digitale. Un attore sul set e il viso ricreato digitalmente in un modo che segna un punto di non ritorno nella cinematografia. Ed è lui il vero cattivo del film, spietato, determinato e deciso a usare quello che a tutti gli effetti sembra un suo sottoposto Lord Darth Vader. Qui servono un paio di notazioni importanti. Mustafar, il pianeta dove in Episodio III Obi Wan quasi uccide Anakin è divenuto la sua dimora, Vader vive in una specie di... torre che nella forma, nei colori, nell'ambientazione vulcanica sembrano l'esatta copia della Torre di Baradd'ur di Sauron. Un omaggio? Probabile. Fatto in modo delicato e potente. La seconda notazione su Vader concerne la maschera che non convince, troppo differente da quella classica per di più opaca e non lucidissima come in episodio IV, infine la sua recitazione, troppo lenta sia nel parlato che nel gestuale, se ricordate il "Fener" di Episodio IV ha movenze secche, nette, quasi a scatti. Ma questo non esclude il fatto che siamo davanti e un Lord Vader al culmine della sua potenza di sith e lo si vedrà quando tenta e quasi riesce a recuperare i piani della Morte Nera che gli sfuggono grazie al sacrificio di molti uomini. Una scena tremenda che mostra la sua assoluta determinazione e mancanza di pietà.

Dicevamo di questo balzo temporale in cui Jyn Erso viene recuperata in carcere dall'Alleanza Ribelle che la fa evadere, perché il vecchio Saw ha recuperato un pilota disertore Bodhi Rook inviato nientemeno che dal padre di Jyn e latore di un messaggio, la super arma esiste, ma esiste un modo che lui ha creato per distruggerla (noi sappiamo quale). Ma i rapporti con Saw sono molto tesi egli è uscito dall'Alleanza per prendere vie più estremiste, quindi Jyn è il solo mezzo per avvicinarlo senza rischi e capire cosa dica questo messaggio. Saw compie azioni di guerriglia nei pressi di Jedha City, dove si trovava un importante tempio jedi. E qui scopriamo che l'alimentazione della Morte Nera avviene grazie agli stessi cristalli che alimentavano le spade laser dei Jedi (il Bene usato per il Male, la Morte Nera come una gigantesca spada). Jyn viene mandata in missione assieme a Cassian Andor un soldato che combatte da quando era un bambino e che ha un aiutante molto alto (no non è un Wookie) un droide imperiale riprogrammato K-2SO simpatico come un dito in un occhio (ma uno splendido personaggio), qui conosce il monaco cieco Chirrut Îmwe in cui potente è la Forza e la fede in essa e il guerriero Baze Malbus.

Non voglio raccontare tutto il film, facciamola breve, la Morte Nera viene testata non a piena potenza proprio su Jedha city mentre i nostri eroi si trovano da Saw, scappano e arrivano dove è tenuto Galen che però è l'obiettivo dell'Alleanza che lo vuole eliminare per impedire che la Morte Nera sia terminata, anche se ormai ucciderlo è inutile. Il sicario deve essere Cassian che esita, e poi tenta di fermare l'assalto dei caccia ala X senza esito. Galen muore nel bombardamento.

A quel punto una determinatissima Jyn tornata al consiglio dell'Alleanza propone di rubare i piani dell'arma imperiale per usare la falla creata da suo padre, i ribelli tentennano, sbandano, non hanno fede nella Forza, e rifiutano a Jyn l'aiuto che invece le viene dato da Cassian e da un suo gruppo di soldati veterani. Il gruppo parte alla volta di Scarif bellissimo pianeta che sembra le Maldive in cui l'impero custodisce tutti i suoi archivi.

Qui tutti troveranno la morte. Tutti, nessuno escluso, ma riusciranno a mandare i piani della Morte Nera alla navetta dove una giovane Leila (chissà che effetto le ha fatto vedersi ricostruita digitalmente) darà il via a episodio IV.

Ci sono film come questo che ti lasciano così, che parlano di sacrificio, di rinunciare a tutto per riuscire a garantire una speranza ad altri. Che parlano di gratuità estrema portata alle estreme conseguenze. Il martirio.

Muoiono. Tutti. Ma danno... una nuova speranza alla Galassia.

Onore alla Disney, una scelta coraggiosa anche dal punto di vista narrativo. Ma questo film veramente rasenta il livello de L'impero colpisce ancora, è veramente notevole per citare Vader. Così come notevoli sono le atmosfere scure, cupe dell'inizio del film, progressivamente sostituite da scene luminose, in cui persino affrontare la morte accade in mezzo alla bellezza di un pianeta che sembra già evocare il paradiso. La luce invade tutto, e persino il momento in cui Jyn e Cassian muoiono è un momento in cui vengono avvolti dalla luce.

In questo crescendo vanno segnalate le musiche che come sempre sono splendide, ma che inizialmente poco hanno a che fare con quelle classiche e che poco alla volta iniziano ad avvicinarsi ai temi classici fino ai titoli di coda durante i quali ti aspetti che attacchi subito l'inizio di episodio IV.

Saw Gerrera, un personaggio che fa riflettere per i parallelismi enormi con Vader. Anche lui è mezzo robotizzato, anche lui respira a fatica. Anche lui come Vader si è spinto al limite come a dire che l'estremismo da una parte o dall'altra produce mostri. Ma Gerrera non è preda del Lato Oscuro, è conscio di quel che è e affronta il suo destino.

È dunque un film sul sacrificio in cui però non abbiamo eroi puri dall'inizio tranne il monaco cieco Chirrut. Jyn vive fregandosene della ribellione, Cassian vive la ribellione quasi come momento per dar sfogo alla sua ira, infatti la Forza non è luminosa su di lui lo dice chiaro e tondo Chirrut. Ma questi personaggi compiono un percorso bello chiaro. La morte del padre da a Jyn la spinta finale, mentre Cassian preda dell'ammirazione per lei e poi dell'amore affronta qualsiasi cosa per lei.

È finalmente il ritorno dell'epica classicamente intesa in cui esistono eroi, pronti al sacrificio, ma inizialmente riluttanti. È un film in cui il Male è ben delineato, è evidente, non è discutibile o minimamente accettabile. È Male punto.

Bentornato Guerre Stellari!

 

Fotografia
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