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Desidero inaugurare con questo una serie di articoli dedicati a temi scientifici e fantascientifici, l'idea è di avere una cadenza grossomodo settimanale. Lavoro permettendo s'intende. Iniziamo con il tempo che, oltre ad essere galantuomo, è anche uno degli argomenti che più hanno reso la fantascienza quel che è. Anzi a dirla tutta, il tempo e i viaggi nel tempo sono stati il momento in cui la fantascienza è nata, oltre a essere il mio argomento fantascientifico prediletto e non a caso iniziamo proprio da qui...

 
S enza il viaggio nel tempo, io come lettore e probabilmente scrittore di fantascienza non esisterei. Affermazione facilissima e tendenzialmente assoluta. Ma senza il viaggio nel tempo nemmeno la Fantascienza esisterebbe. Esso è divenuto un topos letterario tra i più frequentati e complessi, che affonda le sue basi nella Scienza per un verso e nella fantasia dall’altro. Per questo motivo Wells fu il padre della fantascienza quando scrisse il suo La macchina del tempo alla fine del Diciottesimo secolo, dando vita inconsapevolmente a uno dei più grandi generi letterari esistenti, per certi versi più grande del fantasy tolkeniano (e qui so di fare un’affermazione forte).

Ma veniamo alla prima frase da cui sono partito, senza il viaggio nel tempo io non esisterei intanto come lettore. Avevo circa 14 o 15 anni, parliamo quindi del pleistocene, e se c’era una cosa che non amavo fare era leggere. Lo facevo se costretto da necessità scolastiche e senza mai trarrne un reale piacere. Poi incappai in Millenium di John Varley durante un viaggio in treno per una gita. Non mi scollai dal testo, sebbene facessi fatica poco abituato com’ero alla lettura. Ma per la prima volta avevo letto qualcosa che mi aveva dato entusiasmato. Non smisi più ovviamente, passai ad altri testi e altre tematiche, ma il viaggio nel tempo (che in quel libro la fa da padrone) restò per sempre nel mio cuore e ancora adesso che posso avere l’opportunità di scrivere è uno dei miei sogni proibiti.

Ma scrivere di viaggi nel tempo è sempre rischioso, è un tema a volte abusato. Esiste la concreta possibilità di sforare nel già visto o peggio nel banale. Viaggiare nel tempo però cosa significa?

Questo è il reale punto di questo breve articolo, viaggiare nel tempo per aggiustare le cose, per raddrizzare quel che è andato storto, una pretesa di potere degna di Prometeo. Una sfida alla divinità. E la religione cosa centra? Beh, in temo precristiano il tempo era concepito come ciclico, quindi un viaggio nel tempo avrebbe avuto ben poco senso e scarsa attrattiva letteraria, solo col Cristianesimo il tempo viene raddrizzato e diventa un vettore con un inizio e una direzione ben definita, sebbene non se ne conosca la lunghezza. Il tempo diventa unidirezionale ha un inizio e avrà una fine, il momento andato è appunto tale e non si può fare “annulla” a meno che… a meno che non intervenga un espediente letterario a consentire di tornare indietro a rimettere a posto le cose. Ma anche così ci insegna Wells non si può modificare nulla, come dice il corvo a tre occhi a Bran

Il passato è già scritto, l’inchiostro è asciutto.
 
 
 

Potremmo parlare per ore e ore, presentando le varie teorie sia scientifiche che letterarie, non arriveremmo a una conclusione, ma sicuramente solleveremmo altri punti da approfondire che offrirebbero spunto per nuovi libri o film o serie tv che già sono molte. Si pensi già solo al Terminator o Ritorno al futuro, a Continuum, Travellers, Quantum Leap, Doctor Who o il Trono di Spade per citare alcuni capolavori video. Ma potremmo citare Millenium, Harry Potter o Timescape per la letteratura. O i viaggi nel tempo in Futurama. Sempre al di là della loro realizzabilità tecnica il centro del discorso rimane la modificabilità del passato. Sempre si conclude (o quasi sempre) che il passato è quello che è. In tal senso solo Ritorno al futuro rappresenta una scanzonata eccezione in cui Marty torna nel passato e migliore effettivamente il suo futuro/presente.

Da un punto di vista strettamente legato alla fisica il discorso è vastissimo, non escludo un secondo articolo strettamente scientifico in materia, qui volevo concentrarmi solo sull’aspetto letterario, sottolineando come il passato e quindi gli errori siano il fulcro di una vasta e assai florida letteratura spazio temporale. E forse questo ci dovrebbe spingere a interrogarci sul perché gli errori siano così tanto al centro della nostra attenzione. Probabilmente errore, peccato senso di colpa di mescolano uno all’altro, insomma ancora potrebbe essere il Cristianesimo a costituire una molla che spinge l’uomo in letteratura a correre indietro nel tempo per raddrizzare errori e peccati e sanare i sensi di colpa che lo attanagliano proprio come accade al protagonista del romanzo che ha dato inizio a tutto quanto.

« Non rimane che chiederci se un giorno ritornerà. Può darsi che si sia diretto in un'età in cui gli uomini sono ancora uomini, ma gli enigmi della nostra epoca e sui suoi penosi problemi sono risolti? »
 

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