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Philip Dick per me resta una delle figure più nobili della fantascienza mondiale di sempre. E The man in the high castle (La svastica sul sole) probabilmente una delle sue opere più famose e apprezzate. Va da se che cimentarsi con questo libro e trasformarlo in serie tv fa correre dei rischi. L'ho incrociata per sbaglio pochi giorni fa di ritorno da Lucca, mentre gironzolavo sui siti che parlano di Sci-Fi, e non ho saputo resistere alla tentazione. Quelle che seguono sono alcune impressioni relative alle prime due puntate, nulla di più.

 
L a storia

Grossomodo è la stessa del libro, è un'ucronia in cui la Germania nazista ha vinto la seconda guerra mondiale assieme ai suoi alleati dell'Asse. Non solo, ma vincendo hanno invaso gli Stati Uniti e se li sono spartiti in due zone di influenza diretta (la zona occidentale sotto il controllo Giapponese e quella orientale sotto il controllo nazista) e una zona neutrale (le Montagne Rocciose).

Chiaramente in questa situazione di oppressione del popolo americano si sviluppa un gioco tra oppressori e resistenza.

Tutto ruota attorno a una serie di nastri video (qui il telefilm si distacca pesantemente dal romanzo e perde molto della sua potenza immaginifica, perché lì non ci sono nastri ma un libro). Il titolo di questi nastri è La cavalletta non si alzerà più (The Grasshopper Lies Heavy). Apparentemente un'opera di fantasia che però ossessiona il Fuhrer ormai malato e prossimo a lasciare il Reich diviso in una tremenda lotta per la successione al potere.Con il rischio oggettivo di una guerra col Giappone. In questo contesto si muovono i protagonisti sospesi tra fedeltà al Reich, tentazioni di resistenza Joe e Juliana.

E chi è l'uomo nell'alto castello, che avrebbe creato la cavalletta? È vivo? È morto come dicono i nazisti? Lo vedremo.

I mpressioni

Mi è assai piaciuto come è stato ricostruito il mondo anni '50 versione nazista, rende perfettamente l'idea ed decisamente credibile, anche le scene domestiche a casa del Obergruppenfuhrer sono assolutamente credibili, non che abbiano necessariamente attinenza con la storia dell'educazione familiare nazista eh, ma nella narrazione appare credibile che avrebbe potuto essere così.


 

Ho molto apprezzato come hanno curato le scenografie, i costumi i dialoghi. Insomma mi ha colpito molto l'attenzione che ci hanno messo.

S igla

Una notevole riedizione in chiave lenta e riammodernata del vecchio Edelweiss, con una bella grafica che immediatamente ti fa cogliere dove sei e cosa sia accaduto. Grafica minimalista, ma decisamente ben studiata.

M eglio peggio del libro?

Simile ma diverso, con una dignità propria in virtù (fin qui) della cura che ho colto, spero di non venire smentito nelle puntate a seguire. Io ci speravo in questa condizione, magari sono anche aiutato dall'aver letto il libro alcuni anni or sono e dal non ricordarmelo per filo e per segno eh, ma come nel caso del Signore degli Anelli di Peter Jackson siamo davanti a un qualcosa di ispirato al romanzo ma con una sua vita. Che ritengo essere la situazione ideale per stare in piedi senza dover sostenere paragoni continui.
In conclusione io lo consiglio, specie per chi ama Dick, il genere ucronico o la Sci-Fi ben curata e diciamo alta.

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